Mi è sempre piaciuto viaggiare e andare alla scoperta di nuovi paesi, non che io viva con la valigia in mano, ma qualche giretto sono riuscita a farlo: Francia, Grecia, Tunisia, Canarie, Austria. Tutti posti molto belli, ma il sogno fin da quando ero bambina è sempre stato uno solo… le Hawaii. Quelle fantastiche isole hanno sempre suscitato in me un fascino molto particolare, forse per i loro colori intensi, le vallate, i vulcani, l’acqua cristallina del Pacifico e il modo di vivere che potevo solo percepire dai documentari e dagli articoli sulle riviste di viaggi. Quando poi, nel corso degli anni, mi sono appassionata al windsurf, è praticamente diventata per me quasi una necessità riuscire ad andarci.
Silvana & Ivana.
Finalmente il gran giorno è arrivato e giovedì 10 gennaio 2008 io e la mia inseparabile cugina partiamo da Milano con destinazione Maui. 24 ore di viaggio che, contrariamente a ciò che pensavo, passano velocemente tra i mega controlli a Londra e Los Angeles e il volo spettacolare sopra la Groenlandia, il Canada e tutti gli Stati Uniti.
Ho'okipa.
Il campione brasiliano Kauli Seadi a Ho'okipa.
All’aeroporto di Kahului veniamo accolte con la classica e tanto desiderata collana di fiori da un amico un po’ speciale, Kevin Pritchard, che per le due settimane di permanenza sull’isola ci ha ospitate in un piccolo appartamento di sua proprietà.
Finalmente sono a Maui, è notte ma tutto mi sembra bellissimo!
Jason Prior a Ho'okipa.
La spiaggia di Lanes.
Il mattino seguente mi sveglio giusto in tempo per vedere l’alba e scoprire la fantastica vista sull’Oceano Pacifico che si gode dall’appartamento. Non appena si sveglia anche Ivana, organizziamo la giornata: per prima cosa affittare una macchina e poi riempire il frigorifero.
Kevin ci accompagna in città a recuperare la macchina, ma prima facciamo una sosta a casa di Jason Polakow, che ci fa piacere rivedere dopo qualche anno, e, intanto che i due campioni vanno ad allenarsi con la bici, noi cominciamo a scattare foto all’impazzata in una spiaggia lì vicino. I colori sono incredibili: si va dal rosso della terra, al verde intenso della vegetazione all’azzurro di un’acqua così cristallina come non mi era mai capitato di vedere.
Kuua Beach.
La windsurfista Juliana Gomes De Farias esce a Ho'okipa.
Uno dei tanti arcobaleni a Maui.
Dopo un paio d’ore siamo all’autonoleggio e una volta che abbiamo le chiavi della macchina in mano siamo pronte alla conquista di Maui. L’unico piccolo e insignificante problema è capire come funziona una macchina automatica. “È facile”, mi dicono. Sarà, però ho fatto il canguro per tutta la giornata nel vano tentativo di cambiare le marce che non c’erano!
Baby Beach.
La potenza di Ho'okipa.
Kevin Pritchard in azione a Baby Beach.
Sulla via del ritorno ci fermiamo a Paia a fare un giro, la spesa e un po’ di shopping visto che tutto sembra costare la metà che in Italia. Poi a casa a sistemare alcune cose e via verso Ho’okipa. Ormai è metà pomeriggio, ma in acqua ci sono un po’ di persone tra surfisti , windsurfisti e alcuni, tra i quali Robby Naish, che fanno paddle. È uno spettacolo ed è tanta l’emozione di essere lì davanti alle onde - credo fra i 2 e i 3 metri- e all’azione che finora avevo visto solo in tv o in qualche video. Assisto anche al mio primo tramonto hawaiiano ed è incredibile vedere come il cielo cambia colore lasciando il posto all’oscurità e a una stellata senza pari, con tutta la via Lattea e le sue costellazioni che sembra di poter afferrare allungando una mano.
Il Giardino dell'Eden.
Lanes vista da Ho'okipa.
I giorni seguenti li dedichiamo alla scoperta dell’isola che ad ogni angolo ti sorprende con i suoi parchi, le foreste, la valle dove hanno girato Jurassic Park, le cascate che si gettano in bellissimi laghetti, le spiagge, le scogliere che ti lasciano senza fiato, i tramonti con il sole che si getta nell’oceano e gli arcobaleni, così tanti e intensi arcobaleni che ti viene voglia di seguire per trovare la mitica pentola d’oro. Sembra veramente di essere in Paradiso!
Kahana, la spiaggia dei kiter.
Ho'okipa.
Il quinto giorno lo dedichiamo alla scoperta di Jaws, individuiamo pressappoco la zona esatta ma dobbiamo tentare tre stradine sterrate che vanno verso il mare prima di imboccare quella giusta. Ad un certo punto dobbiamo lasciare la macchina e proseguire a piedi dato che la strada è a dir poco accidentata per una normalissima automobile. Io e Ivana a mezzogiorno in punto e sotto un sole cocente, ci inoltriamo così su questa strada di terra rossa in mezzo a campi di erba più alta di noi. Voglio subito lasciare un segno tangibile della mia presenza cadendo e, credo, tatuandomi a vita il ricordo di Maui su una gamba. Ma nulla mi può fermare e proseguiamo cercando di capire se siamo sulla strada giusta. Incontriamo altre persone a piedi ed alcuni fuoristrada, quindi proseguiamo sicure di arrivare alla meta, prima o poi.
La strada per Jaws.
Jaws visto dall'alto.
Kahana Beach.
Dopo circa mezz’ora un rumore sordo e continuo giunge alle nostre orecchie: queste sono onde! 5 minuti ancora e arriviamo sul promontorio da dove è possibile ammirare la mitica onda di Jaws. È impressionante! Onde gigantesche si susseguono con regolarità creando un rombo simile a un tuono continuo. Non c’è nessuno fuori a surfare ma rimaniamo lì completamente affascinate da questo spettacolo della natura a scattare una foto dietro altra. Ci fermiamo circa un’ora o forse più ma la mia gamba comincia a fare veramente male quindi decidiamo di tornare indietro.
Ho'okipa.
Robby Swift si prepara ad uscire a Ho'okipa.
Robby Swift in azione nelle acque di Ho'okipa.
Durante i giorni seguenti visitiamo l’isola in lungo e in largo, ma ogni giorno come prima e ultima cosa facciamo tappa ad Ho’okipa per respirare un po’ di azione. La prima settimana vediamo per lo più surfisti da onda perché arriviamo solo nel tardo pomeriggio quando ormai il vento è un po’ calato e quindi le condizioni non sono più ottimali per chi pratica windsurf o kite. Ma all’alba del 10 giorno decidiamo di organizzare la giornata in funzione di Ho’okipa perché è tempo e ora di vedere anche dei windsurf. Arriviamo verso le 14.30 e incontriamo subito Matt Pritchard che si sta preparando a uscire e ci dice che Kevin è già in acqua. Benissimo, questa volta ci siamo! Prendiamo posizione e ci godiamo lo spettacolo. In acqua ci sono tra gli altri Kauli Seadi, Robby Swift, oltre a Kevin e Matt, e tutti stanno testando il materiale per la nuova stagione. Faccio qualche foto con anche alcuni kite sullo sfondo negli spot vicini, ma improvvisamente ci sorprende la pioggia. Noi, imperterrite, non ci muoviamo, ma purtroppo il vento cala e tutti escono dall’acqua. Peccato! Dopo giorni di attesa lo spettacolo è durato solo mezz’ora!
Matt Pritchard prepara l'attrezzatura.
Un po' d'azione per Matt.
Rimangono solo tre giorni da trascorrere in questo paradiso e ci sarebbero ancora così tante cose da vedere e fare, ma non rinunciamo sicuramente a due tra le più emozionanti che l’isola offre. Prima di tutto il tramonto dall’Haleakala, a più di 3000 metri con il sole che si tuffa in un mare di nuvole, che dal bianco passano al rosa al rosso intenso, finché l’oscurità avvolge tutto e ti lascia nel cuore un’emozione che non ha eguali. E poi la gita in mare con la barca della Pacific Whale Foundation, che ti porta a vedere le balene che in questo periodo svernano nelle acque delle Hawaii. È incredibile vedere questi grandissimi mammiferi nuotare con eleganza e tranquillità intorno alla barca. Sono animali molto curiosi, si avvicinano e sembrano salutare con una pinna fuori dall’acqua, mentre tu te ne stai lì a bocca aperta a guardarli incantata
Francisco Goya, un altro dei campioni che è facile incontrare a Ho'okipa.
Foto ricordo per Kevin Pritchard (a sinistra), Silvana e Matt Pritchard.
Ormai il momento della partenza si avvicina, ma rimane ancora un ultimo giorno da trascorrere in spiaggia, prima a Baby Beach, dove Ivana ne approfitta per fare il bagno nell’Oceano mentre io guardo Kevin che si allena con le nuove vele. Poi, nel pomeriggio, ci spostiamo a Ho’okipa, dove per un paio d’ore ci godiamo lo spettacolo offerto dai grandi atleti e non che si esibiscono sulle onde.
La sera, poi, concludiamo la giornata con una cena molto speciale con alcuni amici.
È giunto purtroppo il momento di preparare la valigia e tornare in Italia. Il mattino del 23 gennaio facciamo le ultime commissioni, salutiamo gli amici e facciamo un’ultima puntata a Ho’okipa, sotto una pioggia torrenziale, prima di riconsegnare la macchina e andare all’aeroporto. Poi l’aereo decolla e il sogno finisce.
Mamas Fish House.
Kevin si allena a Ho'okipa.
Anche il surf da onda a Ho'okipa beach.
Uno splendido tramonto hawaiiano.
Ho trascorso due settimane indimenticabili a Maui, dove ho scoperto luoghi bellissimi e conosciuto persone fantastiche. Penso che non dimenticherò mai questo viaggio, anche se spero di poterci tornare un giorno e voglio ringraziare con tutto il cuore chi ha permesso che il mio sogno si avverasse. Mahalo!
A voi, amici di Surferworld, vorrei dire che, se avete la possibilità di andare a Maui ma non sapete dove alloggiare, potete contattare Kevin Pritchard attraverso il suo blog http://kevinpritchardwindsurfing.blogspot.com e chiedere se è libero l’appartamento dove eravamo io e Ivana, che lui solitamente affitta ai turisti, o se ha un’altra sistemazione adatta a voi.